Idrochinesiterapia

L’idrochinesiterapia (o idrokinesiterapia) è tra le proposte riabilitative più frequenti ed è un ottimo complemento al programma di riabilitazione e rieducazione a secco.

Essa consiste nell’esercizio fisico in acqua, il quale trova indicazione nella gestione e nel miglioramento del dolore, della mobilità, della forza di coloro che presentano patologie acute o croniche che coinvolgono il movimento.

vasca per idrochinesiterapia: fisioterapia in acqua

vasca per idrochinesiterapia: fisioterapia in acqua

 

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Lombalgia cronica

J Back Musculoskelet Rehabil. 2017 Jun 12. doi: 10.3233/BMR-169673. 

Effetti della terapia manuale e dell’esercizio fisico in pazienti con lombalgia cronica: studio in doppio cieco controllato randomizzato. 

Ulger ODemirel AOz MTamer S. 

Traduzione a cura del fisioterapista e osteopata Marco Monaco. 

PRIORITÀ E OBIETTIVI: 

Determinare gli effetti degli esercizi di stabilizzazione spinale (SSE) e dei metodi di terapia manuale sui livelli di dolore, funzionalità e qualità della vita (QoL) in soggetti con lombalgia cronica (CLBP). 

METODI: 

Un gruppo di centotredici pazienti diagnosticati come CLBP sono stati inseriti nello studio. I pazienti sono assegnati ai gruppi di stabilizzazione spinale (SG) e di terapia manuale (MG) in modalità casuale. Mentre SSE viene eseguito in SG, i trattamenti del tessuto molle, le tecniche a energia muscolare, le mobilitazioni articolari e le manipolazioni sono state eseguite in MG. La severità del dolore è stata valutata con Scala Analogico visiva (VAS), sono state effettuate valutazioni di Oswestry Disability Index (ODI) e Short Form 36 (SF-36) per valutare rispettivamente lo stato funzionale e QoL. Tutte le valutazioni sono state ripetute prima e dopo il trattamento. 

RISULTATI: 

Le analisi intragruppo evidenziano che entrambi i trattamenti erano efficaci sui parametri di dolore, funzione e qualità della vita (p <0,05). Le analisi intergruppo hanno evidenziato una maggiore efficacia sulla riduzione del dolore e miglioramento della condizione funzionale nel gruppo MG (p <0,05). 

CONCLUSIONI: 

Questo studio ha dimostrato che SSE e metodi di terapia manuale hanno gli stessi effetti sul QoL, mentre il trattamento manuale è più efficace in particolare sul dolore e sui parametri funzionali. 

Questo studio conferma che l’approccio migliore nei casi di lombalgia cronica, sia quello integrato di trattamento specifico manuale seguito da un periodo di rieducazione funzionale. In questi casi, affidarsi ad una struttura sanitaria ambulatoriale, in cui il piano di trattamento possa essere integrato in maniera organica e funzionale, è l’arma vincente per ottenere i migliori risultati.  

Algoneurodistrofia Simpatico Riflessa (Complex Regional Pain Syndrome)

Complex Regional Pain Syndrome (1)

L’algoneurodistrofia simpatico riflessa, conosciuta nel mondo come Complex Regional Pain Syndrome (CRPS), Reflex Sympathetic Dystrophy o anche Causalgia, è una sindrome caratterizzata da un continuo (spontaneo e/o evocato) dolore regionale (in particolare alle estremità degli arti) apparentemente non proporzionato come durata e gravità al consueto decorso di trauma conosciuto o altra lesione generica.

Il dolore è locale (non sul territorio di una specifica radice nervosa o dermatoma) e generalmente ha una predominanza distale di anomalie sensoriali, motorie, sudomotorie, vasomotorie e trofiche (non sempre tutte presenti contemporaneamente). La sindrome mostra progressioni soggettive variabili nel tempo.

Criteri diagnostici per CRPS:

1) Dolore continuativo, non proporzionale a qualsiasi evento riconosciuto responsabile di dolore.
2) Il paziente deve denunciare almeno un sintomo in tre della quattro categorie seguenti:
Sensoriale: iperalgesia e/o allodinia
Vasomotoria: asimmetria di temperatura e/o differenze di colore cutaneo rispetto alla parte controlaterale
Sudomotorie/Edema: sensazione di edema e/o differenze di sudorazione
Motorie/Trofiche: sensazione di diminuzione del ROM articolare e/o disfunzioni motorie (debolezza, tremori, distonie) e/o cambiamenti del trofismo (peli, unghie, cute).
3) Il clinico deve evidenziare almeno un segno durante la valutazione in due o più delle seguenti categorie:
Sensoriale: evidenza di iperalgesia (alla puntura di spillo) e/o allodinia (al tocco leggero e/o pressione profonda e/o movimento articolare)
Vasomotoria: evidenza di asimmetria di temperatura e/o cambiamenti di colore cutaneo
Sudomotoria/Edema: evidenza di edema e/o differenze di sudorazione
Motorie/Trofiche: evidenza di diminuzione del ROM articolare e/o disfunzione motoria (debolezza, tremore, distonia) e/o cambiamenti del trofismo (unghie, peli, cute)
4) Assenza di altre diagnosi che possano spiegare meglio la presenza di segni e sintomi sopra descritti.

Trattamento

Molteplici articoli supportano l’uso terapia fisica per trattare CRPS. Gli obiettivi della terapia fisica ed occupazionale sono quelli di:

minimizzare l’edema: speciale fasciatura compressiva, tecniche di linfodrenaggio, terapia in acqua.

desensibilizzare il dolore dell’arto e normalizzare la sensibilità superficiale: tecniche di spazzolatura cutanea e programma di sovraccarico graduale dell’arto colpito. La desensibilizzazione e un miglioramento del microcircolo possono essere ottenuti alternando bagni caldi-freddi nei casi moderati di CRPS.

riequilibrare atteggiamento posturale: in particolare quando è colpito l’arto inferiore sempre con modalità di estrema gradualità per evitare aggressioni dannose per le strutture colpite da CRPS.

diminuire le difese decontraendo la muscolatura: il dolore sommato all’ansia che questa patologia comporta genera un circolo vizioso dove contratture e dolore si autoalimentano contribuendo a congestionare il microcircolo già condizionato dalla patologia (edema bloccato dalla vasocostrizione tipica della CRPS).

aumentare la funzionalità degli arti colpiti dalla patologia: le articolazioni coinvolte diminuiscono in maniera evidente l’articolarità che deve essere ripristinata con terapie di mobilizzazione graduale e non aggressiva. Per questo scopo possono anche essere utilizzate terapie come Mirror Visual Feedback (utilizzo arto sano per copiare la gestualità con l’arto patologico coperto alla visuale del paziente da uno specchio che riflette l’arto sano), o Graded Motor Imagery (utilizzo di immagini che rappresentino l’arto colpito in varie posizioni in modo che il paziente prima immagini di copiare quelle posture e progressivamente tenti di riproporle fisicamente con l’arto patologico) in modo da riorganizzare le reti neuronali corticali.

 Terapia farmacologica

In quanto sindrome CRPS colpisce vari sistemi (vascolare, neurologico, osseo, cutaneo ed immunologico). In molti casi è richiesto un trattamento farmacologico su più fronti.

Evidenze cliniche  supportano l’uso di corticosteroidi che sembrano migliorare la fase acuta della CRPS. 30 mg al giorno da 2 a 12 settimane. In fase cronica non è certa la loro utilità.

CRPS è frequentemente associata a osteopenia/osteoporosi localizzata alla zona colpita dalla patologia. Calcitonina può aiutare a preservare la massa ossea e può avere effetti antinocicettivi sia in fase acuta che cronica. Dosi intranasali per 3-4 settimane. Bisfosfonati migliorano la densità dell’osso rallentando il riassorbimento dell’osso. Molteplici studi di alto livello hanno confermato la validità del trattamento della CRPS con l’utilizzo di bisfosfonati.